Premessa (leggibile qui)
Francesco Stoppa “Quel vago movimento che è la ricerca della verità.” Lacan e Freud
Ilaria Papandrea Un’opportunità per ripartire
Mario Colucci Quel muro tra Lacan e Basaglia
Pier Aldo Rovatti Lacan con il pensiero debole
Massimo Recalcati Soggetto e soggettivazione in Sartre e Lacan
Andrea Muni Foucault e Lacan. L’amicizia, il discorso, il soggetto etico
Raoul Kirchmayr Lacan con Derrida. Il fantasma e lo spettro – della psicoanalisi
Sergio Benvenuto “Non c’è rapporto sessuale.” Perciò lo si rappresenta
Federico Leoni Lacan/Deleuze. Fantasma e simulacro
Silvia Lippi Lacan e Deleuze. Come psicotizzare la psicoanalisi?
Mario Bottone Lacan, Cartesio e le formule della follia: all’origine di un incontro
Antonello Sciacchitano Lacan con Cartesio
Paolo Gomarasca Lacan e la luce violenta di Antigone
Bruno Moroncini Benjamin, Lacan e la questione della lingua
Edoardo Greblo Lacan con Laclau 
Riccardo Panattoni Il sogno è strutturalista. Lacan con Barthes
Matteo Bonazzi “Il nostro amico Pascal.” Lacan e l’etica della scommessa

ISBN 9788842828099
€ 20 cartaceo
€ 10,99 ebook
232 pp.

Disponibile in libreria e nei principali bookstore online, anche in ebook.

Abstract

“Quel vago movimento che è la ricerca della verità.” Lacan e Freud
Francesco Stoppa

Dall’inizio alla fine del suo insegnamento, la ricerca teorica e clinica di Lacan fa costantemente riferimento all’opera di Freud. Più di qualsiasi altro pensatore della psicoanalisi, ne legge e rilegge, ne interroga i passaggi più complessi e controversi. Questo articolo prende in considerazione alcune delle questioni cruciali della psicoanalisi – l’Edipo e la castrazione, il desiderio, il sapere e la sua relazione con la verità – mettendo in luce i punti in cui lo psicoanalista parigino, pur restando profondamente freudiano, dà uno sviluppo originale al pensiero di Freud.

Un’opportunità per ripartire
Ilaria Papandrea

Non c’è definizione che dica che cos’è lo psicoanalista, nessuna identificazione prêt-à-porter per questo mestiere impossibile, né alcuna garanzia a priori circa l’esistenza futura del discorso analitico. È per questo motivo che tutto l’insegnamento di Lacan corre lungo il filo di un’interrogazione che non cessa di rilanciare il fondo senza garanzia dell’atto analitico. Si tratta di tenere svegli gli analisti perché per loro, come per tutti, il desiderio di dormire e il potere della suggestione sono sempre sul punto di avere la meglio.

Quel muro tra Lacan e Basaglia
Mario Colucci

A cavallo degli anni settanta, in due conferenze esemplari, Jacques Lacan affronta il tema della formazione dello psichiatra e della segregazione imposta alla follia. Le tesi di Franco Basaglia sembrano vicine. Eppure i due non s’incontreranno mai, Lacan non parla di Basaglia, quest’ultimo usa toni critici, soprattutto nei confronti degli psicoanalisti, più che dello stesso Lacan. Tra i due versanti delle Alpi si staglia un muro di rivalità e pregiudizi intorno alla questione psichiatrica: si fronteggiano psicoterapia istituzionale e movimento anti-istituzionale, conservazione del manicomio e lotta per il suo superamento, vocazione terapeutica e vocazione politica. Tuttavia, un buco si scorge in questo muro, che permette a teorie e pratiche contrapposte di osservarsi reciprocamente e toccare il proprio limite.

Lacan con il pensiero debole
Pier Aldo Rovatti

Nel suo saggio Pier Aldo Rovatti mette in luce un’assonanza tra il pensiero di Lacan e il pensiero debole attraverso tre temi: l’ascolto, il gioco di parole, l’etica minima. È una riflessione che va palesemente contro l’opinione comune, concludendo che questi due modi di pensare possono anche chiarirsi vicendevolmente in quanto esempi di esercizio filosofico.

Soggetto e soggettivazione in Sartre e Lacan
Massimo Recalcati

Un Sartre meno noto di quello che ha portato alla ribalta l’esistenzialismo filosofico dialoga con lo psicoanalista che pur avendo aderito allo strutturalismo non ha mai voluto liquidare il carattere irriducibile del soggetto. Come possiamo leggere la costituzione eteroclita del soggetto senza annullare lo scarto imprevedibile della sua parola? Come ripensare, con Lacan e Sartre, la nozione di atto emancipandola da una soggettività autoriale? È proprio intorno all’indebolimento della nozione di decisione che si può provare a leggere in una luce diversa la relazione tra soggetto e atto. La figura cristiana della grazia, evocata a questo proposito da Lacan, ci spinge a rivedere l’idea umanistica dell’atto come esito intenzionale di una decisione.

Foucault e Lacan. L’amicizia, il discorso, il soggetto etico
Andrea Muni

Un’amicizia poco nota, quasi “segreta”. Quello tra Foucault e Lacan è un rapporto ancora poco indagato nei suoi aspetti biografici, come in quelli più teorici. Il concetto di discorso, i sofisti, l’idea che il soggetto della coscienza sia un effetto di discorso e una pura funzione ideologica sono solo alcuni dei temi che li accomunano. E a questi possiamo aggiungere i rapporti trasversali che entrambi ebbero con altri due autori fondamentali che aleggiano intorno a loro rapporto: Bataille e Althusser.

Lacan con Derrida. Il fantasma e lo spettro – della psicoanalisi
Raoul Kirchmayr

I due “Jacques” hanno più di qualche volta incrociato le sciabole sulla psicoanalisi di Freud. Più o meno dichiaratamente entrambi hanno deciso di “ritornare” al testo di Freud e di sottrarre la psicoanalisi a esiti normalizzanti, per puntare invece sui suoi aspetti teoricamente più scabrosi, tra i quali nozioni come quelle di “posteriorità” e di “fantasma”. Ripercorrendo alcuni tratti di strada imboccati da Lacan su queste nozioni, Derrida si spinge ulteriormente nell’elaborazione di un sapere che sia in grado di accogliere ciò che è radicalmente estraneo. Così, la decostruzione in psicoanalisi assomiglia molto a una paradossale “scienza dei fantasmi”.

“Non c’è rapporto sessuale.” Perciò lo si rappresenta
Sergio Benvenuto

“Non c’è rapporto sessuale” è uno degli aforismi più popolari di Lacan, anche se quasi non se ne capisce a fondo il significato. Benvenuto aiuta a capirne non il senso ultimo, ma le implicazioni soprattutto per la vita sessuale umana, indagando il misterioso “pudore” che circonda l’atto sessuale e gli stessi genitali. Dalle parole del Genesi sulla vergogna come effetto del peccato originali, fino alla rappresentazione del coito nei film di oggi, Benvenuto ricorda come, nel nostro inconscio, troviamo impossibile il rapporto sessuale, e proprio per questa ragione non ci stanchiamo di ri-presentarlo, di rappresentarlo.

Lacan/Deleuze. Fantasma e simulacro
Federico Leoni

Lacan/Deleuze è una strana coppia. Uno psicoanalista, e un filosofo che non smette di denunciare la psicoanalisi perché somiglierebbe fin troppo alla vecchia, vecchissima direzione delle coscienze. Dice Deleuze che non di psicoanalisi abbiamo bisogno, ma di una cosa che lui chiama schizoanalisi. Non una psicoanalisi della schizofrenia ma una psicoanalisi diventata lei stessa schizo, dice. Qui provo a far vedere che l’idea lacaniana di fantasma e l’idea deleuziana di simulacro vanno nella stessa direzione. Direzione utile anche o soprattutto a ragionare su che cosa resta del soggetto quando smette di credersi un io, su che cos’è l’esperienza quando smetto crederla mia.

Lacan e Deleuze. Come psicotizzare la psicoanalisi?
Silvia Lippi

Siamo capaci oggi, come all’epoca di Deleuze e Lacan, di psicotizzare la psicoanalisi? Per farlo sappiamo che bisogna rovesciare il suo ordine, sconvolgerne il senso presupposto, e reinventare il suo posto nella società, così come lo psicotico sconvolge e reinventa il linguaggio attraverso il delirio. Lalingua dello psicotico ha una portata rivoluzionaria, a condizione che questa non venga manipolata dal discorso dominante. Possiamo dire lo stesso del discorso psicoanalitico? 

Lacan, Cartesio e le formule della follia: all’origine di un incontro
Mario Bottone

L’articolo di Mario Bottone si sofferma sulla lettura che Lacan propose di Cartesio nel 1946 a proposito del rapporto tra l’Io e la follia. Prendendo le mosse dal famoso passo cartesiano sulla follia nelle Meditazioni metafisiche, Lacan ne ricava una formula secondo cui il folle si crede altro da quel che è, e mostra che essa è ispirata dall’idea di verità come adeguazione, idea che ha costituito il criterio di identificazione della follia nella storia della psichiatria. Ne consegue la necessità di andare oltre questa formula, e individuare un altro rapporto tra follia e verità.

Lacan con Cartesio
Antonello Sciacchitano

Il ritorno di Lacan a Freud passò attraverso un autore lontano da Freud: Cartesio. In biblioteca Freud non ebbe le opere né di Cartesio né di Galilei. Lacan usò strumenti teorici non freudiani: l’emergere nell’inconscio del soggetto cartesiano della scienza. Il fatto è curioso perché la metapsicologia freudiana non è cartesiana ma aristotelica, essendo scire per causas. Quale fu allora il canale di comunicazione tra Freud e Lacan via Cartesio? Facile dirlo: il dubbio. Meno facile dimostrarlo.

Lacan e la luce violenta di Antigone
Paolo Gomarasca

Il minimo che si possa dire è che Lacan è affascinato da Antigone. Quella “bimba” è speciale, abbastanza da rimarci impigliati. Lacan vi ha dedicato la parte finale del seminario sull’etica della psicoanalisi. Quello che di Antigone ha scoperto, sollevando il velo insopportabile del suo fulgore, è che se ne può vedere il desiderio di morte a occhio nudo. La posta in gioco etica è la più alta: fare in modo che il corpo morto del fratello non diventi carogna. La questione politica, allora, è aperta: si può fare comunità, a partire da questa abissale solitudine del desiderio?

Lacan con Laclau 
Edoardo Greblo

L’interpretazione della politica come conflitto e agonismo proposta da Ernesto Laclau ha rappresentato un decisivo punto di riferimento per quella che, in analogia con la “sinistra hegeliana”, è stata definita la “sinistra lacaniana”. Nel caso di Laclau, l’incontro con Lacan non consiste in una mera “applicazione” della psicoanalisi all’analisi socio-politica. La teoria lacaniana serve piuttosto a proporre l’idea che il rilancio della democrazia non può che provenire dalla libertà delle parti, dal riconoscimento delle contraddizioni che si trasformano in una forma di conflittualità consapevole. 

Il sogno è strutturalista. Lacan con Barthes
Riccardo Panattoni

Nel riproporre i termini che compongono per Freud il destino delle pulsioni, Lacan parla della necessità di osservarli come un montaggio. Non risulta dunque indifferente il fatto che, nel riportarli, lo psicoanalista francese ne cambi l’ordine della sequenza, dando così origine a un’altra scena. Questo slittamento propugnato da Lacan su Freud permette di evidenziare un altro modo di accostarsi al sogno: dalla necessità di dissolverne le immagini attraverso il linguaggio, si passa invece al far sì che la struttura iconologica delle immagini rimanga impegnata nell’atto stesso della visione, implicando il ruolo del dormiente. Slittamento che permette di dare anche un’altra versione al concetto di sublimazione, non più idealmente orientato alla realizzazione dell’opera, all’elevazione pubblica del soggetto come autore, ma declinato sulla singolarità che ogni vita incarna nel tratto immanente della sua impersonalità. Punto che incrocia perfettamente il modo con cui Roland Barthes suggerisce di leggere l’opera di Sade. 

“Il nostro amico Pascal.” Lacan e l’etica della scommessa
Matteo Bonazzi

Due sono le vie che l’esperienza analitica percorre: una è quella del soggetto, l’altra quella dell’esistenza. Verso la fine degli anni Sessanta, Lacan ritrova in Pascal un “amico” che può aiutarci a comprendere la posta in gioco nella scommessa analitica. Una scommessa che viene a coincidere con la vita stessa pur mantenendosene sempre un po’ a lato, in modo da scardinare il calcolo e la misura, offrendoci l’occasione di puntare propriamente al di là.

One Response to 387/2020 Ripartire con Lacan

  1. Son ok Psicoanalists, Filosofa, docente e ricercatrice. Presidente di Opifer (federazione psicoanalisti Italiani) e direttore di collana Inconscio e Società.
    Sono da sempre interessata ad Aut Aut è la qualificazione tra filosofia e psicoanalisi è moltonknteressante per me che mi occupo altresì di multidisciplinarietà.
    Luciana La Stella – Milano

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