Quest’anno “aut aut” parteciperà con due iniziative alla rassegna Vicino/lontano, che si terrà a Udine dal 9 al 12 maggio.

Diagnosi e psichiatria

Presentazione del fascicolo speciale della rivista “aut aut” dedicato a La diagnosi in psichiatria. Introduce Mario Colucci, redattore della rivista e curatore del fascicolo. L’elemento di stretta attualità è costituito dall’imminente uscita negli Stati Uniti della nuova edizione del notissimo manuale diagnostico internazionale (DSM-5) che ha già prodotto molte critiche e reazioni polemiche. Dal suo punto di osservazione “aut aut” propone una critica della ragion diagnostica discutendo a più voci e con vari approcci le molte ombre dell’idea e della pratica della classificazione della malattia mentale.

Mario Colucci, psichiatra e psicoanalista, lavora attualmente al Dipartimento di salute mentale di Trieste. Ha avuto anche una formazione filosofica ed è uno studioso di Foucault. Insieme a Pierangelo Di Vittorio ha pubblicato una monografia su Franco Basaglia (Bruno Mondadori editore) che ha avuto larga diffusione e diverse traduzioni in altre lingue.

Sabato 11 maggio, alle 10 alla libreria Feltrinelli
 
 

La scuola impossibile
In collaborazione con “aut aut” e Società Filosofica Italiana – Sezione Friuli Venezia Giulia
Presentazione del numero della rivista “aut aut” su scuola e insegnamento, a cura di B. Bonato (in uscita a maggio).
Interventi di Pier Aldo Rovatti, Beatrice Bonato, Raoul Kirchmayr.

Insegnare oggi nelle scuole italiane di ogni ordine e grado è, come tutti sanno, un’attività alquanto problematica. Ambiziosi progetti e tagli severi hanno reso sempre più opaco il mandato di un’istituzione in crisi perenne, dove si vorrebbero far convivere finalità democratiche e spinte selettive, eguaglianza e meritocrazia. Parole d’ordine mai poste in questione dominano il discorso: efficienza, oggettività, uniformità, valutazione. Suggeriscono una trasformazione radicale del ruolo e dell’identità dell’insegnante, auspicano che gli si “cambi la testa”. Ma se, anziché cedere alla loro forza perentoria, o limitarsi a ripiegare in difesa, chi insegna assumesse il compito di pensare in prima persona, con la propria testa, la scuola e l’insegnamento? Si imbatterebbe forse in contraddizioni insolubili, solo in parte frutto della situazione contingente, legate più in profondità ai caratteri di una pratica “impossibile”. Potrebbe tuttavia riscoprirne le risorse, in modo certo un po’ paradossale, proprio nel non adattamento, nella capacità di eccedere gli imperativi che investono la scuola.

Sabato 11 maggio, alle 19 alla chiesa di San Francesco

 

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